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Tasto autoprotezione

E’ in giornate come queste che vorrei avere un tasto di autoprotezione. Chi non lo vorrebbe? Chi non vorrebbe un tasto da cliccare per riuscire ad isolarsi e svincolarsi dai problemi, o… ancor meglio… dalle persone? E’ davvero difficile riuscire a mantenere le distanze da situazioni o persone “spiacevoli”, ma è necessario quantomeno tentare per trovare quel briciolo di forza interiore per riuscire a “sentire il mare” anzichè i problemi.

Sarei ipocrita se dicessi NO!! I PROBLEMI NON ESISTONO! Tutti dobbiamo affrontare giornalmente conflitti, persone scortesi, debiti, bollette, il caro benzina, un lavoro che non piace etc etc. Ahimè, mi duole ametterlo, ma nella società moderna siamo chiamati ad affrontare, praticamente ogni giorno, sfide e prove che ci sfiniscono fisicamente, ma soprattutto psicologicamente.

Vorrei ben vedere: provate voi tutti i giorni dover andare al lavoro e affrontare una giornata nella quale devi spiegare al tuo capo qual è e come funziona il lavoro per il quale lo pagano com dirigente, quando dovrebbe essere il contrario e tu sai che ti pagano esattamente la metà, benefit esclusi; provate voi ad alzarvi al mattino e sorridere quando sai che la tua azienda sta fallendo e non sai come poter pagare i tuoi debiti e i tuoi dipendenti.

In questi mesi di “risveglio dell’anima”, ho letto molti libri riguardanti argomentti come “ritrovamento di sè” – “pace interiore” – “vivere nel qui e ora” (questi sono solo alcuni dei temi) e tutti parlano di distacco emotivo, che non vuol dire mettere la testa sotto la sabbia o rinchiudersi in una camera dalle pareti di gommapiuma, ma semplicemente cercare di capire se delle volte vale davvero la pena farsi il sangue amaro o se si possono affrontare magari con una consapevolezza diversa.

Personalmente, considerando che sono una persona emotiva, ogni parola dettami in un certo modo o ogni problema più o meno grande da affrontare, li prendo di petto causandomi insonnia, malumore, dolori fisici, lacrime, tristezza e via dicendo… per cosa poi? Non dico per nulla, ma forse, facendo un po’ il punto, ho capito che le cattiverie che mi vengono dette, spesso e volentieri, provengono da un pulpito così arrogante, che magari non valgono nemmeno mezza mia attenzione; magari alcuni problemi, con una certa lucidità mentale, alla fine sono più grandi di quello che pensavo e riesco a trovare una soluzione.

Morale: fermatevi, sedetevi, fate dei bei respiri e liberate la mente. Ripassate in ricognizione i vostri pensieri e problemi e iniziate a catalogarli sempre partendo dal presupposto che nulla è irrisolvibile, salvo… e qui mi fermo per non diventare drammatica.

Grazie, grazie, grazie

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