
Per il mio 40esimo compleanno una carissima amica mi ha regalato questo libro con un biglietto che citava:
“Più volte leggendo questo libro mi è capitato di pensare a te… e allora quale più giusta occasione per regalartelo! Fai buona lettura, ma soprattutto buon viaggio!”
Confesso che per una serie di motivi, tra cui la mancanza di tempo, la necessità di staccare la mente e dedicarmi ad altre faccende, non presi in mano subito questo libro e quando finalmente mi decisi di leggerlo, spesso la sera a letto, subito dopo mi addormentavo. Non per noia o per poco interesse, ma proprio per stanchezza. Non so a voi, ma personalmente leggere mi rilassa veramente molto e quindi dopo qualche pagina mi addormento e mi risveglio nel cuore della notte con ancora la luce accesa e il libro tra le mani, e magari pure un po’ di bavetta (hihihihi).
Scherzi a parte: l’inizio è stato molto molto lento. Anche il racconto in sé non è velocissimo. Diciamo che l’argomento di apertura è un po’ scontato, qualcosa di già letto. Poi però la svolta…
In breve, il romanzo parla di questo ragazzo di 25 anni, neolaureato in architettura, figlio di divorziati che vive con la mamma, ha davanti a sè una carriera promettente in uno studio di architettura; una fidanzata bella e gentile con cui progetta di andare a vivere; è sano e di bell’aspetto; ottimi amici… Fino a che tutto il suo castello di sabbia crolla. Ma soprattutto perde ciò che di più caro ha: il nonno con il quale ha un rapporto meraviglioso che muore a causa di un tumore al cervello e, durante gli ultimi giorni di vita, inizia a perdere la memoria e a perdersi in deliri apparentemente senza senso. Però, in quei rarissimi barlumi di lucidità, lascia nel proprio testamento una busta da consegnare al nipote Davide con una lettera nella quale gli chiede di recarsi in Vietnam, cercare un suo vecchio amico di nome Guglielmo Travi, consegnargli le ceneri e una lettera. Davide, preso da mille dubbi anche fomentato dalla madre e dalla zia (figlie del nonno) inizialmente non parte, poi grazie a dei segnali ricevuti dall’universo e con tanta paura, decide di farsi coraggio e vola per il Vietnam, senza meta, senza nemmeno sapere come e dove sarebbe finito. E da lì, è iniziato il suo viaggio fisico, mentale e spirituale e con lui ho viaggiato anch’io. Ho sorriso, ho sognato, ho amato, ho pianto, ho imparato, ho vissuto. Posso affermare senza alcun dubbio che questo libro è stato il più bello ed emozionante che abbia mai letto. Non ho mai pianto durante una lettura, non mi sono mai commossa tra le righe di un libro, eppure Gianluca Gotto con questo romanzo è riuscito a far uscire una parte di me che da tempo era celata.
E’ un romanzo di grande ispirazione e di grande insegnamento. Mi sento di consigliarlo a chiunque: a chi vuole perdersi con la fantasia tra le meravigliose terre de Vietnam; a chi sente che la vita non ha senso; a chi trascorre la propria vita giorno dopo giorno come nulla avesse più senso sperando che il arrivi presto l’ultimo giorno… o a chi semplicemente ha capito che per esser felici basta solo vivere qui e ora.
E soprattutto, auguro a tutti di avere un Guglielmo Travi nella propria vita!
Namastè
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