Ho’oponopono – uno strano scioglilingua?

Inizialmente, pronunciarla, è stata un’impresa! Ho’oponopono, uno scioglilingua! Questa parola, per quanto possa esser difficile pronunciarla e capirla, ha un significato davvero potete, non tanto a livello grammaticale, quanto a livello spirituale e, per quanto mi riguarda, assume ancor più un significato puro, considerando che è stata l’origine di tutto il mio percorso.

Ho’oponopono è una parola di origine Hawaiana e significa letteralmente “rimettere le cose al proprio posto”. Racchiude in sé una pratica molto antica, con il tempo modernizzata, che prevede la pulizia di tutti i ricordi tramite la ripetizione per 108 volte di un mantra composto da 4 parole:

TI AMO – MI DISPIACE – PERDONAMI – GRAZIE

In origine tale rituale era praticato principalmente in gruppo. Veniva nominato all’interno delle tribù, uno sciamano chiamato Kuhana e la pratica serviva principalmente per curare malattie di tipo psicologico e per risolvere i problemi che si instauravano tra le persone della comunità. Era, ed è tutt’ora, un modo per tentare di coinvolgere un gruppo di persone per confronti interpersonali così da portare avanti un procedimento di chiarimento reciproco e di liberazione da tutte le memorie intrise nella mente e che provocano dolore e spesso portano alla malattia vera e propria. Se ci pensate, in effetti, quante volte accumuliamo tanto stress da farci poi venire l’ulcera (classico esempio), oppure si sente spesso dire che chi è stressato, alla lunga può sviluppare malattie cardiache. Tutto perchè, nella nostra mente, accumuliamo ogni giorni migliaia migliaia migliaia di informazioni spesso negative che ci portano a livelli di stress esageratamente alti.

In buona sostanza, la pratica Ho’oponopono non è altro che una pulizia. Serve sostanzialmente a ripulire ogni giorno la nostra mente dalla “sporcizia” che accumuliamo ristabilendo così il proprio equilibrio e la propria armonia mentali attraverso il rituale della confessione e del pentimento.

Con il passare del tempo, l’esigenza di riunirsi in gruppo diventò sempre meno praticabile perciò la grande Kahana Morrnah Nalamaku Simeona diventò la madre di Ho’oponopono moderno detto anche “l’Ho’oponopono dell’Identità di Sè”. Capì che era giunto il momento di fare una rivoluzione ovvero affiancare alla tecnica antica, una nuova tecnica trasformandola da pratica familiare o di gruppo a pratica individuale. In questo caso la soluzione del problema diventa qualcosa di intimo, di interpersonale ed è l’individuo stesso a connettersi all’Universo, all’Uno, al Divino e la principale filosofia di questa tecnica è basarsi sull’amore, la gratitudine, la fiducia e il perdono. Pronunciando il mantra TI AMO, MI DISPIACE, PERDONAMI, GRAZIE si “lancia” un messaggio al Divino che esprima amore, pentimento e gratitudine spazzando via ogni “sporcizia” che invade la nostra mente e il nostro cuore.

Portando il mio esempio, mi sono avvicinata a questa pratica dopo averne sentito parlare da una persona che mi ha raccontato un po’ di storia e di cosa si trattasse. Mi aveva affascinato molto. Era un periodo abbastanza duro della mia vita e cercavo qualcosa che potesse farmi stare bene, che potesse in qualche modo dare un po’ di serenità. Perciò inizia a documentarmi, comprai dei libri, li lessi, ma non avevo la mente lucida per capire cosa stessi realmente leggendo. Leggevo con criticità, non in senso negativo, ma ero troppo razionale. Considerate che fino ad un anno fa circa, io non credevo in nulla. Ero la classica persona che sosteneva VEDERE PER CREDERE. Dopo un po’ di tempo, ripresi in mano uno di quei libri (Conoscere Ho’oponopono di Steven Bailey) e capii che per comprenderlo, era necessario che io mi ripulissi dalle memorie (vedere come torna il concetto) e iniziassi a leggero con mente libera tralasciando ogni preconcetto. Fu la svolta: così inizio il mio percorso spirituale, se così possiamo chiamarlo, ma ebbi la consapevolezza che male non poteva fare e che mi faceva stare bene.

Bastano 20 minuti. Normalmente la sera quando recito il mantra, mi siedo in una posizione comoda: non è necessario stare seduti a gambe incrociate o inginocchiati, l’importante è trovare una posizione il più comoda possibile in modo da non esser distratti perchè si ha male o non si riesce a stare fermi. Accendo un paio di candele, metto un po’ di incenso e della musica leggera in sottofondo. Dopo di che, prendo in mano il mio mala, chiudo gli occhi e inizio a fare dei bei respiri concentrandomi su di essi. Una volta trovata la concentrazione inizio a dire TI AMO inspirando per assorbire tutto l’amore possibile, MI DISPIACE espirando per comunicare il mio pentimento, PERDONAMI inspirando per farmi travolgere da questa ondata di perdono e GRAZIE espirando come se lo stessi urlando all’Universo.

Sono 4 parole potenti, 4 parole che danno una forte energia e se aprite il vostro cuore, vi doneranno una grande forza.

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